Rossella A
Ci sono momenti in cui alzo lo sguardo dal telefono, dal pc e mi fermo ad osservare...
... e c'è una cosa che mi fa letteralmente paura.

Sguardi su sguardi rivolti verso un telefono, un tablet, un qualsiasi apparecchio elettronico. A scrivere, giocare, curiosare... a fare una mirade di cose tranne quella di essere presenti. Lì, in quel momento, mentre la vita lì fuori scorre.

Ma cosa stiamo diventando?

Ieri la tecnologia ci ha permesso di rompere le distanze, di ampliare le nostre conoscenze, di mantenere e costruire rapporti di amicizia... oggi temo ci stia rendendo sempre più lontani, più soli... anche se sui nostri terminali stiamo affrontando la conversazione più interessante della nostra vita, ma è quella la vita?

Parole digitate che si susseguono senza l'anima di uno sguardo, il calore di un abbraccio, la rabbia predominante di una ferita...

è questa la vita?

Restare chiusi in una stanza, in un autobus, su un treno, in ascensore... stare vicini senza parlarsi neppure con uno sguardo imbarazzato... siamo lì... eppure le nostre menti corrono a cercare qualcuno che è lontano, che è al di là di una maschera di circuiti e tecnologia.


Siamo vicini, ma forse siamo già troppo lontani...


 Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità; 
il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti. 
(A. Einstein)

4 commenti :

  1. Direi che la tecnologia ha distrutto la nostra umanità. Le guardo le nuove generazioni, ma non solo, camminano per la strada con in mano il cellulare. C'è una fila di persone sedute davanti a me sull'autobus, tutte con le dita sul telefonino.
    E' anche per questo che ormai 5 o 6 anni fa ho cercato di organizzare degli incontri tra blogger, per guardarci in faccia, per conoscerci.

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    1. Ormai è quello lo scenario più frequente. Perfino in gruppi di comitive. Per prima io mi rendo conto di non riuscire a stare lontana dalla tecnologia e tutto questo è mutato nel giro di pochi anni.. Cosa ci aspetterà domani se non difendiamo quelle cose belle, semplici e, come dici tu, umane della vita?

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  2. Ciaoooo Blu, rieccomi dopo un periodo abbastanza lungo. Finalmente ho riaperto le finestre e la porta del mio modesto e virtuale salotto. ---
    Purtroppo le comodità tecnologiche bisognerebbe saperle usare con criterio e non come se ci mancasse il mondo quando succede di aver dimenticato a casa il cellulare.
    Non sopporto quando mi trovo in compagnia di persone che non si riesce di completare un discorso, senza inerruzioni da quelle musichette dei cellulari. Secondo me le esagerazioni non vanno mai bene. Ti mando un amichevole abbraccio. Bruna.

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    1. Passerò prestissimo a trovarti nonna Bruna, sono davvero felice del tuo ritorno.
      Come ben dici è l'esasperazione che non va bene. Il fatto è che ancora fino alla mia generazione sappiamo qual è la differenza con il prima, seppur siamo anche noi coinvolti dalla tecnologia e l'abbiamo vista sviluppare velocemente .. Ma le nuove generazioni praticamente nascono con la tecnologia in mano.

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