Rossella A

Ci sono storie che non sono raccontate in un libro che abbiamo consumato rapidamente tra i banchi di scuola nel timore di una interrogazione improvvisa.
Ci sono storie che la mente di un fervido romanziere, vincitore di illustri premi, non riesce a cogliere del tutto.
Ci sono storie lette, certo emozionanti, ma che sfiorano appena la realtà e col tempo le abbiamo abbandonate in uno scaffale della libreria.

E poi ci sono storie.. storie vissute che a volte abbiamo ascoltato con distrazione o addirittura dimenticato di ascoltare.

Queste storie non raccontano di grandi imprese o di valorosi guerrieri e amori struggenti, ma di un quotidiano che respira realtà, una realtà che conosciamo appena.
Eppure grazie a quella realtà abbiamo dei valori che rendono unica la nostra personalità. Andare contro quei valori significa rischiare di perdere la nostra identità… rinunciare alla nostra storia e trovarsi a vacillare quando invece si chiede di restare saldi.

Ma conosciamo realmente la nostra storia?
O eravamo già di corsa, troppo lontani, quando un nonno o un padre si fermavano a raccontare quella solita storia dei loro tempi?

Purtroppo di questa mancanza ci rendiamo conto troppo tardi e per quanto cerchiamo nei ricordi di bambino quelle storie che ascoltavamo seduti sulle ginocchia di chi teneva saldamente la nostra piccola mano… ci sono parole che mancano, dettagli che sfumano…
Affannati cerchiamo qualcosa che non c’è più quando la debolezza ci coglie e ci rendiamo conto che per scegliere e andare avanti sarebbe più semplice non dimenticare chi siamo e quello in cui crediamo… quello in cui hanno creduto chi, guardando l’orizzonte, sceglieva di sollevarsi da una realtà troppo dura… per mettere nelle nostre mani uno scrigno di valori.


Ci sono storie già scritte, ma ci sono ancora tante storie da scrivere… o semplicemente da raccontare e ascoltare. 

Grazie a tutti coloro che non hanno mai smesso di raccontare...


Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. 
(Herman Hesse)