Marril
Sale della vita,
goccia di novità nel mare,
estrosità in un mondo standardizzato,
anelito di mille amanti,
accompagnatori occulti,
alter ego di noi altri…

E ne descrivi il viso …

Sorride il di loro volto come la vita tutta
quando gli occhi si socchiudono e si tendono
brillando di propria luce,
mistero di ogni scienza
quando le iridi si accendono per uno strano effetto
e in esse rivedi lo splendore del mondo..
I tratti si distendono
come a protendersi verso l’infinito
ricercando sensazioni oltre l’umano.
Le guance si sollevano
addolcendo e aggraziando i lineamenti,
la pelle riflette il calore del sole
e risplende..
Le labbra si distendono in un soave sorriso
a volte schietto a denti scoperti,
altre più mite e docile,
ma sempre dolce,
di chi ti comunica serenità
per ciò che vede e vive..
e tu estasiato ne ammiri lo spettacolo..

Innocente e fragile
quando le lacrime le rigano il volto..
lo sguardo prostrato alle difficoltà degli eventi..
all’impossibilità.. la voglia soffocata di voler far qualcosa...
e si apre il fiume delle angosce,
delle speranze non saziate
dell’infante che vuole sorridere e veder altrettanto.
Volto proteso verso iddio o semplicemente rimesso
nascondendo sommessa preghiera.
E tu ne ammiri l’ardore, la dedizione.

Per noi esterni che le amiamo sono così..
Le vedete?
Riflesso dello splendore della natura
forza scatenata delle sue energie,
qualsiasi ne sia la direzione..
specchio.. di te stesso..
che difficilmente riesci a comprendere..
unico modo per capirsi..
Tutti bravi a guardarsi intorno e giudicare
ma principianti nel leggersi..
Grazia vuole che ci siano
tramite per riconoscerci..
VEDERE le nostre debolezze e fragilità
le innumerevoli imperfezioni.. i bisogni..
riscoprire la nostra forza e l’ardore,
spiraglio di speranza per ritrovare stima e amore..

Vedete, l’essere umano è una macchina di spaventosa complessità,
ricerca una felicità inafferrabile
perché spesso volge lo sguardo nel luogo sbagliato,
fatica a guardarsi e a scoprirsi …
Questa è la chiave ed il motivo,
per cui sarete aria e vita.. per sempre..
Rossella A

Non capisco le parole di quel canto perché è una lingua che non appartiene a me, ma nella musica vibrante e in quell’allegro motivetto percepisco  la malinconia di una storia, una storia come tante, una storia tra le storie.  

Chi sia o chi non sia quel suonatore di strada… poco importa… avrà un nome, ma nessuno glielo chiederà al massimo avrà l’attenzione di uno sguardo fugace e di una monetina che scivolerà nel bicchiere di carta, che a fine interpretazione farà passare tra la gente stentando un grazie, se gli andrà bene… e poi?

E poi… un’altra fermata della metro e si ricomincia in un altro vagone… 
 
Capiterà di incontrarlo o forse no… ma lui continuerà a raccontare, a modo suo, la sua storia.
Una storia come tante… una storia tra le storie…  gente che va, gente che viene… mentre quel treno della metropolitana corre veloce… ancora un’altra fermata… ancora altre storie…. Storie che si incrociano, storie che si sfiorano… storie troppo distanti per immaginarsi… 

…storie che raccontano di noi.

(foto: © Salvatore Lumia)

“Posa un momento, un solo momento su me,
non solo lo sguardo ma anche il pensiero….” 
(Fernando Pessoa, Il mondo che non vedo)